Batterio killer e morti sospette

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Come si può nel 2018 essere ancora in pericolo e rischiare la propria vita per un batterio killer all’interno di una struttura ospedaliera o in una casa di riposo? Ultimamente ci stiamo occupando proprio di queste vicende e stiamo cercando di aiutare le famiglie colpite a risolvere questa situazione.

Riportiamo di seguito l’articolo integrale tratto dal Corriere Adriatico (del 19 luglio 2018) del caso che stiamo seguendo:

Il CASO

Fermo: Il caso del batterio killer ‘Clostridium’ allarma una decina di famiglie che si sarebbero attivate per chiedere le cartelle cliniche dei loro rispettivi congiunti, tutti deceduti all’ospedale di Fermo negli ultimi mesi con il sospetto, dopo i due casi segnalati nelle passate settimane all’Inrca e in una casa di riposo, che a contribuire al loro decesso possa essere stato il pericoloso batterio.

IL LEGALE

La notizia arriva dall’avvocato Francesca Passerini, studio legale a Milano ma da anni presente anche sul territorio, contattata da una famiglia insospettita dopo la morte di una congiunta e che ha già presentato una denuncia ai carabinieri per fare chiarezza. E non è la sola dato che si parla di altre querele in arrivo. “La notizia del batterio killer – dice l’avvocato Passerini – ha fatto il giro tra molte famiglie. Alcune persone mi hanno contattato dicendo di avere dei dubbi circa il decesso della loro madre. Abbiamo chiesto e ritirato la cartella clinica – aggiunge il legale – molto voluminosa, l’ho spulciata e in effetti il giorno del decesso era stato trovato questo batterio killer riportato quindi anche nella cartella clinica. Ho avvisato la famiglia che, con mio stupore, ha detto di non essere mai stata informata della presenza del Batterio.”

I DECESSI

La famiglia in questione ha parlato di un ricovero disagevole con assistenza h24 “Improponibile – dice il legale – per una struttura sanitaria. Con il mio collega Matteo Marchegiani, con cui condivido lo studio ad Ancona, abbiamo iniziato a fare ricerche. Si era parlato di due decessi ma in realtà in un arco temporale di circa sei mesi i decessi sono di più. È chiaro però che non tutti possono essere imputati al batterio. Da qui però altre famiglie sentendo la storia, si sono mosse e hanno iniziato ad assumere informazioni. Ne è nato un tam tam e una vera corsa alla richiesta delle cartelle cliniche oltre a richieste di informazioni sui tempi necessari per presentare eventuali querele, convinte di dover far luce su alcuni decessi all’interno di queste strutture”.

IL SITO

“ Noi abbiamo costituito un sito www.tutelaglobale.it dove le persone hanno una prima possibilità di contatto per capire come devono comportarsi in casi dubbi su episodi di malasanità. Questo ha creato molto interesse e siamo stati contattati da molte famiglie del Fermano che hanno perplessità su casi di decessi di persone anziane. È giusto insomma che anche agli utenti più semplici siano date risposte immediate ed efficaci per sapere cosa devono fare, liberi poi di rivolgersi a qualunque studio legale”

Da precisare che il batterio Clostridium colpisce soprattutto persone anziane e spesso provate da gravi malattie e si contrae con facilità non solo negli ospedali o nelle case di riposo.