Abitare immobile privo di agibilità

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Ogni immobile deve avere un certificati di agibilità.

Il certificato di agibilità era un documento rilasciato dal comune su istanza di un privato, al fine di attestare che un immobile avesse le caratteristiche legali per assolvere alla sua funzione, in quanto erano ritenute sussistenti le condizioni di igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto disponeva la normativa vigente.

Il certificato veniva rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale, facendo  riferimento ai seguenti interventi:

Nuove costruzioni;

Ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;

Interventi sugli edifici esistenti che potessero influire sulle condizioni igienico-sanitarie.

A partire dal 2016, l’attestazione delle condizioni di salubrità, igiene e risparmio energetico può avvenire, con una segnalazione certificata di agibilità, presentata dallo stesso privato, entro quindici giorni dalla fine dei lavori, allo sportello unico per l’edilizia presente presso il comune.

Una casa è definita inagibile quando è diroccata o pericolante (ad esempio, perché in passato è stata interessata da fenomeni sismici). La mancanza di agibilità viene attestata o con una perizia dell’Ufficio tecnico comunale, del Comando dei Vigili del fuoco o dell’Asl; oppure con una dichiarazione del proprietario in autocertificazione.

Se una casa viene dichiarata inagibile e il proprietario o l’affittuario continua a viverci, rischia di venire cacciato dalla stessa, perché il comune potrebbe emettere un’ordinanza di sgombero.

Inagibilità e tributi

I proprietari di una casa inagibile o inabitabile godono di un’Imposta Comunale sugli Immobili (Imu) ridotta al 50%.

Se, però, l’immobile è in condizioni di degrado tali da essere considerato al pari di un rudere, bisognerà andare in Catasto e chiedere che questo venga classificato nella categoria F/2, come immobile privo di rendita, al fine di ottenere l’esenzione dall’Imu.

Per la TASI (Tassa Comunale sui Servizi Indivisibili…come l’illuminazione, ecc…), il proprietario dovrebbe godere di un’imposta ridotta al 50%.

Con riferimento alla TARI (Tassa rifiuti), invece, gli immobili del tutto inabitabili, dovrebbero ritenersi esclusi dal pagamento.

Se la casa inagibile è stata data in affitto, l’affittuario che si trovi ad abitare un immobile privo di agibilità ha due possibili vie da seguire, in base alla gravità della situazione:

Se la situazione è talmente grave da rendere l’appartamento non vivibile, e il danno è causato da un vizio proprio dell’immobile a cui il proprietario non vuole porre rimedio, l’inquilino può inviare una raccomandata a/r per lasciare subito l’immobile, e contestare il grave vizio della cosa locata.

Se la situazione è grave, ma l’immobile non è del tutto inagibile, l’inquilino può inviare la disdetta, sempre rispettando i termini di preavviso previsti dal contratto di locazione.