Smarrimento cartella clinica: chi è responsabile?

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Ogni paziente e, in caso di suo decesso, i vari eredi, hanno diritto all’accesso alla cartella clinica e ad estrarne copia. La presentazione della domanda può avvenire in vari modi: sia presentandola  allo sportello della direzione sanitaria oppure via posta elettronica, raccomandata o fax.

I tempi di consegna della copia della cartella clinica sono di sei giorni lavorativi.

Per legge, durante tutta la durata del ricovero del paziente in ospedale, il medico è responsabile della tenuta e della conservazione della cartella clinica. Tuttavia il suo obbligo di provvedere alla compilazione e alla conservazione della cartella clinica termina quando lo stesso invia la cartella all’archivio centrale.

Da quel momento, la responsabilità per omessa conservazione della cartella si trasferisce in capo alla struttura sanitaria che deve conservarla in luoghi appropriati, non soggetti ad alterazioni climatiche e non accessibili a estranei.

Per tale motivo, secondo  i giudici della Cassazione, dal momento in cui l’obbligo di conservazione si trasferisce dal medico all’ospedale, la responsabilità per lo smarrimento della cartella clinica è imputabile solo ed esclusivamente alla struttura sanitaria.

Con la conseguenza che, in caso di smarrimento, essendo l’inadempimento dell’obbligo della custodia riconducibile a un contratto tra paziente e struttura, graverebbe su quest’ultima la responsabilità e proprio per superare ed evitare i problemi connessi allo smarrimento e alla deperibilità naturale delle cartelle, è in corso la cd. digitalizzazione degli archivi sanitari, che permetterà il passaggio dalle cartelle cliniche cartacee alle cartelle cliniche digitali.

Cosa importantissima da sottolineare è l’obbligo di conservazione della cartella clinica: la conservazione infatti, come più volte ribadito anche dalle circolari del Ministero della Sanità, non ha scadenza ma è illimitata nel tempo.