Come intestare casa a un figlio minorenne?

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La donazione ai bambini e ai figli minori di 18 anni è esente da imposte fino a 1 milione di euro e necessita del permesso del giudice tutelare.

Iniziamo col dire che, donare una casa a un figlio minorenne è possibile e soprattutto, oggi, a causa della crescente incertezza delle varie attività commerciali e della vita in generale, è sicuramente conveniente per vari motivi.

  1. tutelare il patrimonio familiare dagli imprevisti di attività;
  2. sottrarre il bene ad eventuali e futuri creditori;
  3. possibile separazione o divorzio.

La prima cosa da tenere in considerazione è che quando si vuol intestare una casa a un figlio di pochi anni l’unico atto che si può compiere è la donazione e non la vendita; il minore, infatti, non ha capacità d’agire.

La seconda cosa di cui prendere nota, se si vuole intestare una casa a un figlio minorenne, è che bisogna sempre prima chiedere l’autorizzazione in tribunale al Giudice Tutelare.

Ci sono tre modi di donare casa a un figlio:

  1. A) donazione diretta: il genitore acquista casa e la intesta a sé. Dopodiché decide di donarla al figlio. È il caso di chi ha già casa di proprietà e intende trasferirla al bambino o al figlio che si sta per sposare. A tal fine è necessario andare due volte dal notaio: la prima per l’acquisto vero e proprio dell’immobile e la seconda per la donazione.
  2. B) donazione indiretta con pagamento al venditore: il genitore non acquista la casa per sé ma paga il venditore affinché questi trasferisca la casa al figlio.
  3. C) donazione indiretta con pagamento al figlio (maggiorenne): il genitore fa un bonifico sul conto corrente del figlio e questi poi paga il prezzo al venditore. In questo modo lo scopo del bonifico effettuato dal padre è di arricchire il patrimonio del figlio onde consentirgli di acquistare la casa.

Lo schema della donazione indiretta, per quanto appena detto, è sicuramente più conveniente in quanto non necessita di atto pubblico e non deve essere scritta. Non si pagano neanche le imposte sulla donazione.

Chi intende intestare la casa al figlio deve farlo prima di maturare debiti. Difatti, se la donazione viene realizzata quando già si è contratta un’obbligazione, il creditore potrebbe, nei cinque anni successivi, chiederne la revoca. Si tratta della cosiddetta azione revocatoria con la quale viene dichiarata inefficace la donazione e il creditore riesce a pignorare la casa donata.

Attenzione: La donazione della casa al figlio è “instabile” per un anno; infatti, se entro 365 giorni dal rogito notarile, un creditore iscrive nei pubblici registri il pignoramento immobiliare sul suddetto immobile, questo può essere ugualmente aggredito anche se risulta intestato a un altro soggetto. Senza necessità dell’azione revocatoria.

Ultimo ma importantissimo particolare: una volta donato l’immobile, lo stesso non può essere più chiesto indietro. Per cui, quando il figlio cresce e diventa maggiorenne non è tenuto a restituire al padre la casa che questi, a suo tempo, gli aveva regalato.