Tempi di attesa per visite, esami o ricoveri: novità dal Governo?

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Il Governo ha predisposto un piano nazionale in materia per il triennio 2019-2021.
Sono infatti previsti ulteriori finanziamenti per cercare di accorciare i tempi di attesa per visite, esami e ricoveri e viene istituito proprio a questo scopo un Osservatorio che affiancherà regioni e province autonome.
In parole povere c’è la minaccia di licenziamento per chi non rispetta gli obiettivi.
Questo per tutelare il diritto del paziente a rivolgersi ad una struttura privata o ad un professionista facendo pagare visita o esame alla Sanità pubblica quando vengono superati i tempi stabiliti dalla legge.
I tempi di attesa per visite ambulatoriali
Il piano nazionale sui tempi di attesa per visite, esami diagnostici e ricoveri sono sempre gli stessi del passato.
Per quanto riguarda le visite ambulatoriali e le prestazioni strumentali, il piano fissa questi tempi massimi:
– prestazioni urgenti (contrassegnate U sull’impegnativa): da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre 72 ore;
– prestazioni brevi (B): da eseguire entro 10 giorni;
– prestazioni differibili (D): da eseguire entro 30 giorni per le visite o entro 60 giorni per accertamenti diagnostici;
– prestazioni programmate (P): da eseguire entro 180 giorni fino al 31 dicembre 2019 ed entro 120 giorni dal 1° gennaio 2020.
Finora, il piano nazionale prevedeva un massimo di 30 o 60 giorni per le visite specialistiche in base alla natura della patologia e, quindi, del tipo di visita da fare.
I tempi di attesa per i ricoveri
Per un ricovero è previsto quello che era già previsto da quello vecchio.
Ci sono delle classi di priorità in base alle quali vengono fissate delle attese massime, e cioè:
classe A: il ricovero deve avvenire entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, o comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi;
classe B: il ricovero deve avvenire entro 60 giorni per i casi clinici che presentano dolore intenso, gravi disfunzioni o grave disabilità ma che non presentano tendenza ad un veloce aggravamento né ad un grave pregiudizio per la diagnosi;
classe C: il ricovero deve avvenire entro 180 giorni per i casi clinici che presentano lieve dolore, disfunzione o disabilità, senza una tendenza all’aggravamento o ad un grave pregiudizio della diagnosi;
classe D: non c’è un’attesa massima prestabilita per i casi clinici che non presentano dolore, disfunzione o disabilità, ma il ricovero deve avvenire entro 12 mesi.
Il paziente ha il diritto di avere tutte le informazioni relative all’attesa per il suo ricovero, alla classe di priorità ed ai tempi massimi di attesa. Ha il diritto, inoltre, di visionare la sua posizione nella lista di attesa per il ricovero, facendo apposita richiesta alla Direzione sanitaria o alla Direzione medica ospedaliera.
Tempi di attesa: cosa fare se non vengono rispettati?
Se i tempi massimi stabiliti non vengono rispettati, il paziente ha il diritto di ottenere la prestazione in intramoenia pagando soltanto il ticket e non l’intero costo della prestazione.
Questo significa che si ha la possibilità di presentare un’istanza per prenotare in regime di libera professione all’interno della stessa struttura in cui si è fatta la prenotazione. Una visita privata nello stesso ospedale o nella stessa clinica, ma pagando soltanto il ticket.
Bisognerà quindi presentare un’istanza al Direttore generale dell’Azienda sanitaria o dell’Azienda ospedaliera.
Nella richiesta dovranno essere inseriti i dati anagrafici, l’esame diagnostico che ti è stato prescritto, la data in cui il centro unico di prenotazioni (il Cup) ha fissato l’esame, precisando che l’attesa è superiore a quella prevista dalla legge), l’incompatibilità dell’attesa rispetto all’urgenza della prestazione.
Una volta effettuati tutti questi adempimenti dovrai fare richiesta affinché la prestazione venga eseguita in regime di libera professione intramoenia a carico del Servizio sanitario nazionale.
Devi, infine, precisare che se non verrà fissata una data per la prestazione in regime di libera professione, ti riserverai il diritto di rivolgerti ad una struttura privata per poi passare il conto all’Azienda sanitaria o all’Azienda ospedaliera di competenza.
Tutto questo può avvenire se si verifica una condizione: quando il paziente chiama il Cup per effettuare la prenotazione viene proposta una data contenuta entro i tempi massimi di attesa ed il paziente la rifiuta perché preferisce un altro ospedale e questo non è disponibile, perde il diritto di pretendere la prestazione in regime di libera professione a carico del Servizio Sanitario Nazionale.