Cause di Malasanità: può essere utilizzato il cosiddetto foro del consumatore?

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Nelle cause di malasanità, il cosiddetto foro del consumatore (cioè il Tribunale del luogo di residenza del paziente danneggiato) al posto di quello del luogo ove è situato l’ospedale, non può essere utilizzato.
Infatti, la Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8093 del 2 aprile 2009, ha stabilito che quando la struttura è pubblica o convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, la causa deve essere proposta davanti al Tribunale di competenza nella cui circoscrizione si trova la sede dell’ospedale.
Secondo la Corte, infatti, in questo caso al paziente non può essere attribuita la qualifica di “consumatore”.
Il servizio sanitario fornito dagli ospedali pubblici o convenzionati viene infatti erogato “attraverso una complessiva organizzazione imperniata sul principio di territorialità.
La fruizione del servizio, invece, non è necessariamente collegata alla residenza dell’utente.
Ne consegue che l’utente, quando si rivolge ad un ospedale situato al di fuori del proprio comune di residenza, ricopre una figura diversa da quella avvicinabile a quella del “consumatore”, soprattutto perché la decisione di farsi curare lontano dal proprio domicilio è frutto di una sua “libera scelta”.
Anche per le strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, vale la stessa regola.
Secondo la Corte, quindi, il paziente potrà citare l’ospedale davanti al Tribunale di competenza nella cui circoscrizione egli risiede solo quando la struttura sia:
a) convenzionata, ma la richiesta di risarcimento si riferisca a prestazioni aggiuntive rispetto a quelle rimborsate all’ospedale dal Servizio Sanitario Nazionale;
b) privata e non convenzionata.
Dai principi enunciati dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 8093 del 2009 non si sono poi discostate le successive pronunce della Suprema Corte.