Coronavirus: gli affitti si sospendono?

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A causa dell’epidemia che sta flagellando il nostro Paese, moltissimi cittadini, che non hanno una casa di proprietà, si sono trovati nella difficoltà di continuare a corrispondere regolarmente i canoni di locazione dell’immobile ove risiedono o che hanno preso in affitto per i figli che studiano all’università.
Tra le misure adottate sino ad ora, non ce ne è nessuna che riguarda le locazioni di immobili ad uso abitativo.
L’unica previsione è quella che sospende gli sfratti per gli immobili ad uso abitativo sino al 30 giugno 2020, per chi non ha una casa di proprietà.
Tale lacuna ha iniziato ad essere sin da subito l’oggetto di critiche e lamentele.
Negli ultimi giorni, al Governo sono arrivate diverse richieste di intervento sotto questo profilo, rilevando che “in modo del tutto assurdo e sproporzionato il decreto non prevede alcuna sospensione degli affitti per chi non dispone di casa di proprietà, ma solo una proroga degli sfratti che, seppur utile, interesserà un numero limitati di soggetti”.
È andata meglio, invece, ai commercianti e agli artigiani costretti a interrompere la propria attività. Se il locale nel quale la esercitano non è di proprietà, per tali soggetti scatta il diritto di beneficiare, sebbene non della sospensione dei pagamenti dei canoni di locazione, di un credito di imposta di ammontare pari al 60% dell’affitto.
Nelle more dell’epidemia converrebbe sempre tenere sotto controllo gli aggiornamenti normativi, per non farsi trovare impreparati.