Blocco dei pignoramenti prima casa grazie al decreto cura Italia

Condividi questo articolo

Nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29.4.2020, è stata pubblicata la legge n. 27/2020 di conversione in legge del decreto Cura Italia con il Titolo III, riguardante le misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario.
In particolare, nella sezione relativa alle misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 54-ter ha previsto la sospensione delle procedure esecutive sulla prima casa.
L’art. 54-ter, della legge 27/2020, dal titolo “Sospensione delle procedure esecutive sulla prima casa” prevede questo: “Al fine di contenere gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in tutto il territorio nazionale è sospesa, per la durata di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare, di cui all’articolo 555 del codice di procedura civile, che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore.”
Questo è sicuramente un provvedimento di emergenzanziale studiato per non aggravare la situazione dei cittadini che magari a causa della pandemia, hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazion, ed hanno quindi obiettive difficoltà economiche.
Questo provvedimento di sospensione delle procedure esecutive, agevola sicuramente le famiglie in difficoltà ma è limitato nel tempo, ha infatti una durata di soli sei mesi.
Inoltre, così come impostato l’articolo lascia molti dubbi interpretativi sulle varie procedure .
In particolare, non è specificato se dovranno essere bloccate tutte le procedure di pignoramento in qualunque fase esse si trovino, quindi anche la procedura esecutiva giunta alla fase liquidatoria a seguito dell’assegnazione dell’abitazione, o se queste ultime saranno escluse dalla prevista sospensione per la tutela dell’aggiudicatario.
I dunni rimangono e dovranno essere risolti per non incorrere in eventuali impugnazioni o reclami ed aggravare così una situazione già precaria.