Si può pignorare anche per piccoli importi?

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La legge non pone limiti minimi per avviare un pignoramento.
In teoria, quindi, si può procedere in via esecutiva anche per somme piuttosto modeste.
Solo l’Agente per la riscossione esattoriale non può emettere cartelle esattoriali per debiti inferiori a trenta (30 )euro. I creditori privati non incontrano invece nessun limite.
A volte però il gioco non vale la candela. Infatti, il pignoramento comporta dei costi di un certo rilievo a cui, se non fa da contraltare un buon margine di certezza circa il recupero del credito, non sempre si va incontro con piacere.
L’incertezza che lega ogni forma di recupero crediti fa sì che allo stesso si acceda solo quando il credito è di importo rilevante.
Spetta sempre al creditore (ovviamente consigliato al meglio dal legale) definire se, in un’ottica di utilità personale, sia conveniente o meno intraprendere determinate azioni legali. A volte infatti nella decisione possono entrare in gioco questioni di carattere personale e/o di principio.
Il più delle volte, il creditore che ha già portato a termine l’azione giudiziale o il decreto ingiuntivo contro il debitore, procederà anche con il successivo pignoramento.
Un aspetto da non sottovalutare e di cui tenere conto ai fini del calcolo probabilistico della possibilità di subire un pignoramento, sta nel fatto che non sempre il creditore è consapevole dei beni intestati al debitore.
Solo per gli immobili, esiste un registro pubblico. Invece, per i conti correnti, le pensioni e gli stipendi serve farsi autorizzare dal Presidente del Tribunale per consultare l’Anagrafe Tributaria. Questa autorizzazione però può essere data solo quando sia stato già notificato l’atto di precetto, e quindi a procedimento già intrapreso e in fase di ultimazione.
L’Anagrafe tributaria rivela presso quale banca il debitore ha il conto corrente ma non dice quanto in esso vi è depositato; rivela presso quale azienda il debitore è assunto ma non dice qual è la mensilità che questi percepisce; comunica se il debitore riceve un assegno pensionistico ma non ne indica l’ammontare. Si tratta di variabili invece molto rilevanti perché un conto in rosso, uno stipendio o una pensione bassa riducono in maniera drastica la possibilità di un recupero del credito.