Se l’inquilino non va via non si può cambiare la serratura

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Non si può cambiare la serratura se l’inquilino non va via.

Al termine dei contratti di locazione, il conduttore deve riconsegnare la cosa al proprietario. Alla consegna ritardata può conseguire un’azione risarcitoria.

Il conduttore di un immobile destinato a civile abitazione può essere soggetto, nel caso di mancata riconsegna nei termini, ad un’azione di sfratto per finita locazione (art. 657 c.p.c.).

Il proprietario, per ottenere indietro quanto gli spetta (l’immobile), è tenuto ad agire in questo modo, non potendo farsi giustizia da sé, ad esempio impedendo al conduttore di accedere all’appartamento cambiando le serrature; diversamente rischierebbe una condanna per esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, reato previsto e punito dall’art. 392 del codice penale

È questo, in sostanza, il principio che è stato ribadito dalla Corte di Cassazione penale con una sentenza resa in un caso avente ad oggetto uno “sfratto di fatto” commesso dal proprietario di un appartamento verso la sua ex convivente (Cass. pen. 13 settembre 2016 – 19 ottobre 2016 n. 44286).

L’art. 392 del codice penale recita così:

‘Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a cinquecentosedici euro. Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione. Si ha altresì, violenza sulle cose allorché un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico’.

È uno dei principi cardine del nostro ordinamento: non ci si può fare giustizia da sé. Le ipotesi di autotutela nei rapporti tra privati sono poche e specificamente disciplinate dalla legge.

Lo sfratto per finita locazione o per morosità non rientrano tra queste.

Come ha chiaramente specificato la Corte di Cassazione nella sentenza succitata: “risponde del reato di cui all’art. 392 cod. pen. Il proprietario di un immobile che, una volta scaduto il contratto di locazione, di fronte all’inottemperanza dell’obbligo di rilascio da parte del conduttore, anziché ricorrere al giudice con l’azione di sfratto, si fa ragione da sè, sostituendo la serratura della porta di accesso ed apponendovi un lucchetto (Sez. 6, n. 10066 del 18/01/2005, De Salvo, Rv. 230886; Sez. 6, n. 2888 del 26/11/1985, dep. 1986, Toscano, Rv. 172430)” (Cass. pen. 13 settembre 2016 – 19 ottobre 2016 n. 44286).

In poche parole, possiamo concludere dicendo che il proprietario, facendosi giustizia da solo, non avrebbe nessun vantaggio ,anzi con tale comportamento  passerebbe dalla parte del torto.