Licenziamento della lavoratrice madre

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Solo la colpa grave giustifica il licenziamento della lavoratrice madre entro il primo anno di età del bambino.

Non si può licenziare la lavoratrice madre o ancora in maternità: in particolare il divieto scatta dall’inizio del periodo di gestazione sino al compimento di un anno di età del bambino. L’eventuale licenziamento è nullo e improduttivo di effetti. Ciò significa che «il rapporto deve ritenersi giuridicamente pendente» e quindi «il datore di lavoro inadempiente va condannato a riammettere la lavoratrice in servizio e a pagarle tutti i danni derivanti dall’inadempimento in ragione del mancato guadagno». Solo la colpa grave commessa dalla lavoratrice madre consente il suo licenziamento. Una colpa che, ovviamente, dovrà valutare il giudice. Lo ricorda una sentenza della Cassazione e precisamente la n. 475/17 dell’11.01.2017.

In caso di licenziamento della lavoratrice madre, pertanto, non sorretto da una grave colpa, «il rapporto va considerato come mai interrotto» e «la lavoratrice ha diritto alle retribuzioni dal giorno del licenziamento sino alla effettiva riammissione in servizio».