Società cancellata, ma Pec ancora attiva: notifica valida

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Se la società si è cancellata dal registro delle Imprese, ma ha lasciato ancora attivo l’indirizzo di posta elettronica certificata, le notifiche ad essa indirizzate possono eseguirsi regolarmente sulla Pec.

È quanto stabilito dalla Cassazione con una recente e importante sentenza  e precisamente la n. 602/2017 del 12.01.2017. La pronuncia ha effetti interessanti per quanto attiene ai ricorsi per la dichiarazione di fallimento.

La legge fallimentare  prevede che gli imprenditori individuali o le società possono essere dichiarati falliti fino a massimo un anno da quando hanno provveduto alla loro cancellazione dal registro delle imprese, sempre però che l’insolvenza si sia manifestata prima della predetta cancellazione o entro l’anno successivo alla stessa.

La legge “finge” che l’impresa sia ancora esistente anche dopo la sua cancellazione (per il limitato periodo di un anno), ma solo ai fini della dichiarazione di fallimento. Questo significa che se un creditore non è stato pagato e la società, per evitare che quest’ultimo ricorra in tribunale per farla dichiarare fallita, si cancella subito dal registro delle imprese, il fallimento può essere ugualmente dichiarato.

Il ricorso va ugualmente notificato alla società secondo le regole stabilite dalla legge fallimentare e dal codice di procedura civile. Secondo queste norme, l’istanza di fallimento deve essere notificata a cura della cancelleria all’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore come risultante dal Registro delle Imprese.

Nel caso in cui ciò non sia possibile, la notifica va effettuata a mezzo Ufficiale Giudiziario presso la sede legale del debitore comunicata al Registro Imprese. Nell’ipotesi in cui neanche questo tentativo dovesse andare a buon fine, per via dell’irreperibilità del destinatario, l’ufficiale giudiziario dovrà depositare l’atto nella casa comunale della sede iscritta nel registro delle imprese.

Se la Pec è ancora attiva

Se la società si è cancellata dal registro delle imprese, ma ha dimenticato la propria Pec ancora attiva, le notifiche possono essere eseguite tramite invio alla sua posta elettronica certificata. E ciò vale anche per le notifiche, provenienti dalla cancelleria, con cui si mette a conoscenza l’impresa del deposito, da parte di un creditore, dell’istanza di fallimento. Pertanto, se la società non controlla più la vecchia casella di posta elettronica certificata, non sarà neanche in grado di costituirsi nel giudizio prefallimentare (non avendone conoscenza), né potrà difendersi.

L’impresa potrebbe così trovarsi ad essere dichiarata fallita senza neanche aver preso parte all’udienza.

Secondo la sentenza in commento, la notifica è regolare perché, nonostante la cancellazione della società dal registro delle imprese, se l’indirizzo di posta elettronica non è stato disattivato la notifica ha raggiunto il proprio scopo e l’imprenditore ne avrebbe potuto prendere conoscenza se solo avesse prestato più attenzione al proprio account Pec.

In conclusione, possiamo dire che, la cosa più saggia da fare è quindi quella di provvedere immediatamente alla disattivazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata non appena la società è stata cancellata dal Registro delle imprese, senza attendere la natura scadenza del servizio e il mancato rinnovo del prezzo al gestore.

Difatti, in caso contrario, anche nel caso di società cancellata dal Registro delle Imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento è validamente notificato all’indirizzo ancora attivo di posta elettronica certificata della società cancellata, in precedenza comunicato al predetto registro.