Non licenziabile il dipendente che diffonde via chat immagini satiriche dell’azienda

Condividi questo articolo

È stata pubblicata lo scorso 31 gennaio la sentenza della Corte di Cassazione (sez. lavoro) n.2499/17 che ha considerato illegittimo il licenziamento di un dipendente aziendale assunto a tempo indeterminato (in seguito ad una vertenza giudiziaria) poiché ritenuto ritorsivo nei confronti di quest’ultimo. L’addebito disciplinare contestato al  lavoratore consisteva  infatti nell’aver pubblicato su una chat privata del social network Facebook, una vignetta satirica che rappresentava un coperchio di vasellina cui era sovrapposta una immagine ed il marchio aziendale.

Il dipendente aveva quindi presentato ricorso presso il Tribunale di Firenze in data 13/03/13, impugnando il licenziamento disciplinare. Il Giudice del lavoro- con ordinanza del 07.08.13- aveva quindi annullato il licenziamento sotto il profilo della “mancanza di proporzionalità” tra l’addebito disciplinare contestato e la sanzione imposta. Inoltre con sentenza del giorno 07.01.14, il Tribunale rigettava l’opposizione proposta dalla società ritenendo si configurasse, nel caso di specie, l’ipotesi d’insussistenza del fatto disciplinare (ex art. 18, co.4., l. 300/70) per essere invece stato esercitato il diritto di critica e satira; l’immagine pubblicata in chat ricorda infatti le vignette satiriche rappresentate dai mass-media.

A difesa del dipendente anche il fatto che la chat fosse limitata ad un numero esiguo di persone e non fosse sconfinata all’esterno del social.