L’avvocato non può fare il mediatore immobiliare

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L’attività di mediatore immobiliare è incompatibile con la professione forense per violazione del dovere di indipendenza, dignità e decoro della professione e comporta la cancellazione dall’albo degli avvocati.

L’avvocato non può mettere in contatto il venditore di un immobile con eventuali interessati all’acquisto e, da ciò, pretendere una provvigione. Promuovere una relazione tra le parti contrattuali relative a un’operazione immobiliare è una attività incompatibile con la professione forense. È quanto chiarito dal Consiglio nazionale forense con la sentenza n. 112/2016.

L’attività di mediatore immobiliare è incompatibile con quella di avvocato, su cui incombono specifici doveri di indipendenza e decoro della professione. L’avvocato che esercita in modo continuativo l’attività di mediatore rischia la cancellazione dall’albo; se, invece, ciò avviene solo occasionalmente le conseguenze sono più lievi, ovvero una semplice sanzione disciplinare. E questo per via della violazione del nuovo codice deontologico forense secondo cui «l’avvocato deve evitare attività incompatibili con la permanenza dell’iscrizione all’albo. L’avvocato non deve svolgere attività comunque incompatibili con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professione forense».

L’incarico che può essere affidato ad un avvocato, in materia immobiliare, può essere solo quello riconducibile alla consulenza legale vera e propria.

Invece, l’attività di mediazione consiste nel mettere in relazione due o più possibili contraenti affinché concludano un affare; pertanto essa può anche esaurirsi nella semplice individuazione e indicazione di uno dei contraenti .