Affitto 3+2 a canone concordato in tutti i Comuni

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Non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» si può stipulare un contratto di affitto concordato della durata di 3+2 anni: il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture.

Ci sono grandi novità per i contratti di affitto a canone concordato, quelli cioè di durata 3+2 (tre anni iniziali, più altri due di rinnovo automatico): da oggi potranno essere firmati in qualsiasi città d’Italia e non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» come prevedeva la legge del 98. È quanto prevede il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale(n. 62 del 15.03.2017), che aggiorna, dopo 18 anni, le vecchie regole. Nella mini riforma non si prevede solo che i contratti di locazione 3+2 a canone concordato diventano possibili ovunque, ma ci sono regole che toccano anche i contratti di affitto transitori e per studenti.

Le novità delle Locazioni 3+2

Una delle novità del nuovo decreto delle infrastrutture è che associazioni e sindacati potranno attestare la corrispondenza del contratto di locazione ai contenuti della convenzione. Il loro intervento non è però obbligatorio, ma solo a richiesta delle parti. Tuttavia è prevedibile che, in caso di attestazione, il contratto sarà più difficilmente contestabile dalla controparte, il che rende la procedura uno strumento per evitare inutili contenziosi.

Agli accordi integrativi possono partecipare anche associazioni onlus che si occupano di immigrazione, in relazione alla locazione di alloggi destinati al soddisfacimento di esigenze abitative di lavoratori non residenti e di immigrati comunitari o extracomunitari.

Un aggiornamento del decreto riguarda la cedolare secca: se il locatore non l’ha scelta gli accordi territoriali possono prevedere l’aggiornamento del canone non superiore al 75% della variazione Istat. Viene inoltre prevista una riduzione del 15% dell’aliquota della cedolare secca nei comuni ad alta tensione abitativa e detrazioni ai dipendenti che si trasferiscono oltre 100 km o fuori regione e agli studenti tra i 20 e 30 anni.

Ora sarà possibile siglare contratti a canone concordato dovunque, grazie al fatto che le norme convenzionali sono applicabili sì nei Comuni dove sia stato fatto un accordo territoriale (presupposto necessario per fare contratti “concordati”) ma anche, dice la convenzione , «a quelli sottoscritti negli altri Comuni». Quindi, adesso, anche nei comuni privi di «alta tensione abitativa» diventa possibile fare gli accordi territoriali e stipulare contratti concordati.

Locazioni per studenti, le novità

Con la mini riforma, gli speciali contratti di affitto per gli universitari valgono anche nei Comuni che sono sede di istituti di istruzione superiore, e anche nel caso in cui l’inquilino sia iscritto a master, specializzazioni o perfezionamenti.

Dunque la locazione per studenti viene estesa anche a chi segue master, dottorati, specializzazioni o perfezionamenti. Sono esclusi i contratti stipulati con gli studenti dei programmi Erasmus, dato che questi restano iscritti alla facoltà di provenienza.