La puzza di fritto nei condomini ora è reato

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La Cassazione ha condannato un condomino per aver “molestato olfattivamente” il vicino.

La vicenda.

Il proprietario di un appartamento è stato citato in giudizio da un compagno di pianerottolo a causa dei continui cattivi odori, rumori e fumi che provenivano dalla sua cucina. La difesa dell’imputato si è basata sul fatto che i due vicini non si amavano, evocando dunque una sorta di vendetta nella denuncia, e che gli odori della cucina non possono considerarsi motivo di reato. L’accusa invece ha tentato di configurare l’emissione di odori come un “getto pericoloso di cose”.

La Cassazione ha infatti condannato gli imputati proprio in base all’articolo 674 del Codice penale. Spiegando che il “getto pericoloso di cose” è “configurabile anche nel caso di molestie olfattive a prescindere dal soggetto emittente con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve avere riguardo, al criterio della normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c”.

Friggere troppo, insomma, da oggi è reato penale. Visto che la sentenza n. 14467/017 della Cassazione di fatto istituisce le “molestie olfattive”.