Fare gli escrementi sul muro non è più reato

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Fare i bisogni contro il muro o la parete di casa del vicino non è più reato: gli atti contrari alla pubblica decenza sono ormai un illecito civile.

Se una persona si abbassa i pantaloni e fa la pipì o gli altri escrementi sul muro di una abitazione privata non commette più reato. Questo perché, dall’anno scorso, gli atti contrari alla pubblica decenza sono stati depenalizzati e, al posto dell’illecito penale, scatta solo una sanzione amministrativa. A ricordarlo è una recente sentenza della Cassazione e precisamente la n. 20852/17 del 17.01.2017.

Con l’entrata in vigore de decreto «depenalizzazioni», circa 40 reati sono stati trasformati in illeciti amministrativi o civili, ma la conseguenza non sempre è favorevole al colpevole. Anzi. Le sanzioni, sebbene non vanno più a macchiare la fedina penale, sono molto più salate. Così, come già spiegato per gli atti osceni in luogo pubblico, anche gli atti contrari alla pubblica decenza comportano solo una “multa” che viene applicata dalla Prefettura, ma senza più ripercussioni sul casellario; quindi, nessuno saprà mai dell’illecito perché non risulterà da alcun registro pubblico. Con il pagamento della sanzione, il colpevole avrà cancellato ogni conseguenza del proprio atto; se invece non esegue il pagamento, tutto ciò che rischia è l’arrivo di una cartella esattoriale, al pari del mancato pagamento di una multa stradale.

Se una persona, spinto dall’esigenza fisiologica, si abbassi i pantaloni e urini in prossimità della parete di un edificio privato, in questo caso si rischia una sanzione da 5mila a 10mila euro. L’unico modo per opporsi è dimostrare la forza maggiore, ossia l’impossibilità di trattenerla per impedimenti di carattere fisico legati a una specifica patologia. L’urgenza della persona comune non è scusabile in quanto quest’ultima ha tutto il tempo per prevedere l’esigenza fisiologica e correre ai ripari con adeguato anticipo.

Fare la pipì per strada o contro un palazzo non consente alla polizia di trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria, ma comporta solo l’avvio di un procedimento amministrativo. Detto procedimento culmina con l’irrogazione di una sanzione notificata a casa del trasgressore, cui questi potrà presentare opposizione al giudice entro 30 giorni dalla notifica oppure presentando scritti difensivi alla stessa autorità amministrativa, chiedendo di essere ascoltato personalmente.

Diverso è il caso in cui il comportamento di chi fa gli escrementi sul muro è intenzionale e volontario. In tal caso potrebbe scattare il reato di danneggiamento aggravato. E ovviamente, la richiesta di risarcimento del danno da parte del titolare dell’immobile.