Acquisto all’asta: vale il bonus prima casa?

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Acquistare casa all’asta, a volte può essere un gran vantaggio. Infatti, andando sul portale delle aste on line si può restare informati sull’andamento delle vendite giudiziarie di tutti gli immobili pignorati o su cui è in corso una procedura di fallimento. Nelle aste solitamente, non  conviene  quasi mai partecipare alla prima vendita poiché, nel caso in cui l’asta vada deserta, nelle successive aste il giudice può disporre il ribasso del prezzo del 25%.

Oltre al normale ribasso rispetto al prezzo di mercato, chi acquista casa all’asta può usufruire anche del bonus prima casa, ossia del beneficio fiscale riservato a chi acquista un immobile – il primo immobile – nel Comune ove ha residenza o ove ve la trasferirà nei successivi 18 mesi all’acquisto. Questa è la massima di una  recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Sondrio (n. 137/02/17).

La pronuncia ha l’importante merito di stabilire cosa bisogna fare per utilizzare il bonus prima casa sugli acquisti all’asta.

Il bonus prima casa vale per gli acquisti di immobili all’asta in tribunale?

Il bonus prima casa vale anche per chi acquista un immobile all’asta in tribunale.

Bisogna però fare una precisazione: affinché si possa usufruire dell’agevolazione è necessario che la richiesta di avvalersi del beneficio sia presentata prima della registrazione del decreto di trasferimento presso la competente Agenzia delle entrate. Successivamente è impossibile ottenere il bonus. È questo il chiarimento fornito dalla Ctp di Sondrio.

Quando chiedere il bonus prima casa per le vendite giudiziarie?

Il giudice ha ricordato come le vendite all’asta possano certamente beneficiare dell’agevolazione prima casa, qualora il contribuente dichiari di volersi avvalere dell’agevolazione contestualmente all’istanza di partecipazione all’asta. Tale dichiarazione, poi, può essere inserita anche in un momento successivo, con un atto integrativo, finanche dopo l’emissione del decreto di trasferimento, ma con l’insuperabile scadenza del momento di registrazione di tale decreto presso l’Agenzia delle entrate. Sul punto è d’accordo anche la Cassazione che, in passato, ha sposato l’identica interpretazione.

Quindi se la richiesta di avvalersi del bonus viene presentata dopo la registrazione del decreto di trasferimento, non c’è più possibilità di ottenere il beneficio fiscale.