NPL: cosa sono?

Con la sigla Npl (Non Performing Loans) si intendono i crediti deteriorati ossia i crediti delle banche verso soggetti, persone fisiche e società, che, a causa di un peggioramento della situazione economica e finanziaria, non sono in grado di adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali.
Si definiscono “deteriorate”, le esposizioni creditizie per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e “fuori bilancio” (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi, ecc.) verso debitori che ricadono nella categoria “Non performing”.
I crediti deteriorati vengono suddivisi in sottocategorie, diverse in base alla gravità della situazione debitoria:
– le “sofferenze”
– le “inadempienze probabili”
– le “esposizioni scadute e/o sconfinanti”.
Le prime ossia le sofferenze, sono esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza.
I crediti segnalati come “sofferenze” sono quelli vantati dalla banca nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.

Condominio

Non è reato riprendere chi non si preoccupa di proteggere adeguatamente la propria intimità.
Una pronuncia singolare quella della Corte di Cassazione e precisamente la n. 2598 del 08.01.2019, resa dalla III sezione penale, la quale è tornata ad occuparsi del tema della privacy del privato cittadino.
Nella specie, si è espressa sulla fattispecie di reato di cui all’art. 615-bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata), ai sensi del quale chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione…..(omissis).
Nel precedente grado di giudizio l’imputato era stato condannato, per il reato anzidetto, in quanto aveva indebitamente realizzato filmati e fotografie, di una vicina di casa, mentre la stessa si trovava nuda nella doccia della propria abitazione.
Il Supremo Collegio ha accolto il ricorso, ritenendo non integrata la condotta illecita.
Secondo la giurisprudenza, la norma in esame mira a proteggere la privacy della vita familiare che si svolge nei luoghi considerati intimi, come la propria dimora, o comunque la propria residenza.
La Cassazione si sofferma però sul concetto di “indebitamente”. Per i giudici la norma va necessariamente letta in relazione all’art. 614 c.p.
Seppure la condotta, quindi, di fotografare o riprendere qualcuno, abbia a oggetto i luoghi di abitazione del fotografato, la stessa non sarebbe illecita, ove non avvenga clandestinamente o con inganno.

Danno da perdita di chance

Il danno da perdita di chance, è una figura per molti ancora sconosciuta, mentre è, soprattutto ultimamente, di notevole importanza e andrebbe approfondita per riuscire a tutelare in maniera corretta i propri diritti che sono inviolabili e costituzionalmente garantiti.
Di perdita di chance in ambito sanitario si parla, nella maggior parte dei casi, con riferimenti a pazienti colpiti da patologie neoplastiche (tumorali) tardivamente riconosciute in cui l’omissione o la tardiva diagnosi pregiudica la possibilità di guarire, di curarsi o addirittura di sopravvivere.
Possiamo parlare di due tipi di perdita di chance:
a) perdita di chance di guarigione e cura nei casi in cui una corretta diagnosi, avrebbe determinato, per un certo tempo, un ritardo nel verificarsi dei sintomi invalidanti e quindi un rallentamento della malattia che si sarebbe comunque manifestata.
b) perdita di chance di sopravvivenza nei casi in cui, a seguito di un errore o ritardo nella diagnosi, il paziente danneggiato veda sensibilmente accorciata la propria aspettativa di vita.

Errato dosaggio farmacologico

La relazione medico-paziente presuppone un rapporto di massima fiducia da parte di quest’ultimo nei confronti del primo.

Molto spesso ci siamo trovati di fronte e non è una rarità a casi di errata terapia o di errato dosaggio nella somministrazione della cura medica.

In simili situazioni, il paziente ha diritto di richiedere un giusto risarcimento del danno patito e subìto.

Molto spesso infatti da un’errata terapia farmacologica o da un dosaggio errato della stessa, derivano al paziente gravi conseguenze.

I farmaci infatti, è giusto sottolinearlo,  possono influenzare negativamente tutti i sistemi dell’organismo a vari gradi di intensità.  Ci sono reazioni più lievi; sono sonnolenza, nausea, prurito e  reazioni gravi come  difficoltà respiratorie, danno cellulare, reazione allergiche ed emorragia.

Come intestare casa a un figlio minorenne?

La donazione ai bambini e ai figli minori di 18 anni è esente da imposte fino a 1 milione di euro e necessita del permesso del giudice tutelare.

Iniziamo col dire che, donare una casa a un figlio minorenne è possibile e soprattutto, oggi, a causa della crescente incertezza delle varie attività commerciali e della vita in generale, è sicuramente conveniente per vari motivi.

tutelare il patrimonio familiare dagli imprevisti di attività;
sottrarre il bene ad eventuali e futuri creditori;
possibile separazione o divorzio.
La prima cosa da tenere in considerazione è che quando si vuol intestare una casa a un figlio di pochi anni l’unico atto che si può compiere è la donazione e non la vendita; il minore, infatti, non ha capacità d’agire.

La seconda cosa di cui prendere nota, se si vuole intestare una casa a un figlio minorenne, è che bisogna sempre prima chiedere l’autorizzazione in tribunale al Giudice Tutelare.

Smarrimento cartella clinica: chi è responsabile?

Ogni paziente e, in caso di suo decesso, i vari eredi, hanno diritto all’accesso alla cartella clinica e ad estrarne copia. La presentazione della domanda può avvenire in vari modi: sia presentandola  allo sportello della direzione sanitaria oppure via posta elettronica, raccomandata o fax.

I tempi di consegna della copia della cartella clinica sono di sei giorni lavorativi.

Per legge, durante tutta la durata del ricovero del paziente in ospedale, il medico è responsabile della tenuta e della conservazione della cartella clinica. Tuttavia il suo obbligo di provvedere alla compilazione e alla conservazione della cartella clinica termina quando lo stesso invia la cartella all’archivio centrale.

Colpa medica: quali sono gli oneri probatori a carico di chi chiede il risarcimento?

L’attore-paziente che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni alla persona, deve adempiere  determinati e specifici oneri probatori, in assenza dei quali, il Giudice, in un ambito di applicabilità dell’art. 2236 cc, non ammette la consulenza tecnica di ufficio.

Nella vicenda che trattiamo e che si è conclusa con la sentenza emessa dal Tribunale di Roma il 31.05.2018, una donna, sottopostasi ad un intervento medico al piede, aveva lamentato, dopo circa tre mesi,  un peggioramento della propria condizione.

Ritenendo infatti che, l’operazione chirurgica non fosse stata effettuata a regola d’arte e con la dovuta perizia tecnica, aveva citato in giudizio il medico e la casa di cura, nonché l’assicurazione da questi chiamata in manleva.

Relativamente agli addebiti che l’attrice aveva mosso nei confronti del medico, essi non sono sembrati, da subito, supportati da specifiche e dettagliate allegazioni probatorie.

Il Giudice di prime cure infatti ha rilevato, non solo la carenza espositiva dell’atto di citazione ma anche la carenza di allegazione probatoria, dato che, parte attrice si è affidata solo ed esclusivamente alle risultanze dell’elaborato medico del proprio tecnico di parte, in cui non veniva precisati quali errori fossero addebitabili al medico convenuto, nell’eseguire l’intervento.

Come si richiede la cartella clinica di un defunto?

Cominciamo dicendo innanzitutto che la cartella clinica è un atto pubblico in cui sono raccolte tutte le informazioni sulle condizioni di salute del paziente ricoverato in una struttura sanitaria, pubblica o privata. Un vero e proprio diario su cui il medico è tenuto a riportare tutto ciò che viene fatto sul e per il paziente.

Il personale addetto alla struttura sanitaria è obbligato a svolgere una serie di funzioni:

1.compilare quotidianamente la cartella clinica, atto di cui risponde il primario del reparto;

2.apporre delle firme leggibili e dei timbri per rendere identificabili i responsabili della cartella;

3.riportare tutte le informazioni raccolte dal malato al momento dell’anamnesi;

4.consegnare la cartella ad un’altra struttura sanitaria in caso di trasferimento immediato del paziente;

5.mettere a disposizione dei familiari e di altri medici le informazioni raccolte nella cartella per un eventuale consulto sulle cure da fare.

La compilazione della cartella clinica è un atto   molto importante e va svolto con estrema dovizia: l’alterazione del contenuto, la mancanza di informazioni o qualsiasi altro difetto vengono considerate reato.

Ritardo soccorsi: si può denunciare?

Cosa succede se l’ambulanza arriva in ritardo? Posso denunciare?

In questo caso stiamo parlando dell’omissione di soccorso: secondo il codice penale, rischia la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro colui che non presti soccorso oppure non chiami le autorità competenti a farlo davanti a casi di persone che si trovano in evidente stato di bisogno.

La legge, quindi, è molto chiara nel dire che,  chiunque si trovi a dover intervenire, deve immediatamente attivarsi senza indugio, per prestare soccorso. In particolare, il codice dispone tale obbligo in presenza di queste situazioni:

minore degli anni dieci abbandonato o smarrito;
persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia psichica o fisica, per vecchiaia o per altra causa, ugualmente abbandonata o smarrita;
rinvenimento di un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero di una persona ferita o altrimenti in pericolo.

Abitare immobile privo di agibilità

Ogni immobile deve avere un certificati di agibilità.

Il certificato di agibilità era un documento rilasciato dal comune su istanza di un privato, al fine di attestare che un immobile avesse le caratteristiche legali per assolvere alla sua funzione, in quanto erano ritenute sussistenti le condizioni di igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto disponeva la normativa vigente.

Il certificato veniva rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale, facendo  riferimento ai seguenti interventi:

Nuove costruzioni;

Ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;

Interventi sugli edifici esistenti che potessero influire sulle condizioni igienico-sanitarie.

A partire dal 2016, l’attestazione delle condizioni di salubrità, igiene e risparmio energetico può avvenire, con una segnalazione certificata di agibilità, presentata dallo stesso privato, entro quindici giorni dalla fine dei lavori, allo sportello unico per l’edilizia presente presso il comune.

Una casa è definita inagibile quando è diroccata o pericolante (ad esempio, perché in passato è stata interessata