Cause di Malasanità: può essere utilizzato il cosiddetto foro del consumatore?

Nelle cause di malasanità, il cosiddetto foro del consumatore (cioè il Tribunale del luogo di residenza del paziente danneggiato) al posto di quello del luogo ove è situato l’ospedale, non può essere utilizzato.
Infatti, la Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8093 del 2 aprile 2009, ha stabilito che quando la struttura è pubblica o convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, la causa deve essere proposta davanti al Tribunale di competenza nella cui circoscrizione si trova la sede dell’ospedale.
Secondo la Corte, infatti, in questo caso al paziente non può essere attribuita la qualifica di “consumatore”.
Il servizio sanitario fornito dagli ospedali pubblici o convenzionati viene infatti erogato “attraverso una complessiva organizzazione imperniata sul principio di territorialità.
La fruizione del servizio, invece, non è necessariamente collegata alla residenza dell’utente.

Separazione: vendita casa coniugale cointestata

Casa cointestata: a chi va dopo la separazione?
In caso di separazione tra marito e moglie, la casa coniugale viene assegnata dal tribunale al coniuge con cui vanno a vivere i figli non ancora indipendenti economicamente.
Casa cointestata: che succede se la coppia si separa?
Se la coppia si separa senza aver avuto figli o non ci sono ragioni per assegnare la casa a uno dei due coniugi, marito e moglie hanno piena libertà di trovare la migliore soluzione per la divisione dell’immobile. Se però non si trova un accordo, sarà il giudice a disporre la divisione in natura del bene.
La casa cointestata può essere sempre venduta dai coniugi, ma con il consenso di entrambi.
Casa cointestata: che succede se viene venduta prima della separazione?
Potrebbe succedere che i coniugi decidano di vendere la casa prima della separazione. In questo contesto, secondo la Cassazione, prevale il diritto del venditore salvo che, nel contratto di compravendita, venga inserita una clausola di rispetto del comodato d’uso: in tale ipotesi, infatti, l’acquirente deve rispettare il diritto di abitazione riconosciuto in favore del coniuge. Diversamente, l’assegnazione non è opponibile al terzo acquirente (in quanto posteriore alla vendita).
Casa cointestata: che succede se viene venduta dopo la separazione?
Se i coniugi vendono la casa dopo la separazione con assegnazione della casa coniugale a uno dei due, prevale il diritto di quest’ultimo ad abitare l’immobile.
Con delle precisazioni:
1. se il provvedimento di assegnazione del giudice è stato trascritto nei pubblici registri immobiliari prima del contratto di compravendita, l’acquirente deve rispettare il diritto di abitazione del coniuge assegnatario finché ne sussistono i presupposti;
2. se invece il provvedimento di assegnazione non è stato trascritto, il diritto del coniuge assegnatario della casa prevale solo per nove anni decorrenti dalla data di assegnazione.

Tempi di attesa per visite, esami o ricoveri: novità dal Governo?

Il Governo ha predisposto un piano nazionale in materia per il triennio 2019-2021.
Sono infatti previsti ulteriori finanziamenti per cercare di accorciare i tempi di attesa per visite, esami e ricoveri e viene istituito proprio a questo scopo un Osservatorio che affiancherà regioni e province autonome.
In parole povere c’è la minaccia di licenziamento per chi non rispetta gli obiettivi.
Questo per tutelare il diritto del paziente a rivolgersi ad una struttura privata o ad un professionista facendo pagare visita o esame alla Sanità pubblica quando vengono superati i tempi stabiliti dalla legge.
I tempi di attesa per visite ambulatoriali
Il piano nazionale sui tempi di attesa per visite, esami diagnostici e ricoveri sono sempre gli stessi del passato.
Per quanto riguarda le visite ambulatoriali e le prestazioni strumentali, il piano fissa questi tempi massimi:
– prestazioni urgenti (contrassegnate U sull’impegnativa): da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre 72 ore;
– prestazioni brevi (B): da eseguire entro 10 giorni;
– prestazioni differibili (D): da eseguire entro 30 giorni per le visite o entro 60 giorni per accertamenti diagnostici;
– prestazioni programmate (P): da eseguire entro 180 giorni fino al 31 dicembre 2019 ed entro 120 giorni dal 1° gennaio 2020.
Finora, il piano nazionale prevedeva un massimo di 30 o 60 giorni per le visite specialistiche in base alla natura della patologia e, quindi, del tipo di visita da fare.
I tempi di attesa per i ricoveri

Prestito di denaro non restituito: cosa fare

Cosa bisogna fare e come bisogna muoversi quando si prestano dei soldi (con bonifico),con tanto di dichiarazione scritta e firmata con scadenza, ma non si riesce a riaverli indietro?
La prima cosa da fare, prima ancora di muoversi legalmente, è verificare se chi ha ricevuto la somma di denaro ( il debitore) sia o meno nullatenente.
Se il debitore è un nullatenente, ossia ha una pensione pressochè nulla e non ha immobili di proprietà, allora in questo caso non è consigliabile intraprendere un azione giudiziale in quanto, anche in caso di condanna, non si riuscirebbe ad ottenere nulla dal soggetto in questione.
Diversamente, se il debitore è aggredibile dal punto di vista economico, si può pensare ad un’azione finalizzata al recupero del credito.

DANNO NON PATRIMONIALE

Quando la vittima muore in un lasso di tempo, non suscettibile di accertamento medico legale, agli eredi non spetta nessun risarcimento del danno non patrimoniale.
Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Sesta Civile del 3 dicembre 2018 n. 32372.
Senza analizzare nel dettaglio la vicenda che ha condotto alla sentenza de quo, possiamo dire che la persona ferita, che sopravvive un po’ di tempo e poi muore, può subire un danno patrimoniale.
Tale danno può riguardare:
– un danno alla salute;
– un danno riguardante l’animo e la sofferenza interiore.

NPL: cosa sono?

Con la sigla Npl (Non Performing Loans) si intendono i crediti deteriorati ossia i crediti delle banche verso soggetti, persone fisiche e società, che, a causa di un peggioramento della situazione economica e finanziaria, non sono in grado di adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali.
Si definiscono “deteriorate”, le esposizioni creditizie per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e “fuori bilancio” (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi, ecc.) verso debitori che ricadono nella categoria “Non performing”.
I crediti deteriorati vengono suddivisi in sottocategorie, diverse in base alla gravità della situazione debitoria:
– le “sofferenze”
– le “inadempienze probabili”
– le “esposizioni scadute e/o sconfinanti”.
Le prime ossia le sofferenze, sono esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza.
I crediti segnalati come “sofferenze” sono quelli vantati dalla banca nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.

Condominio

Non è reato riprendere chi non si preoccupa di proteggere adeguatamente la propria intimità.
Una pronuncia singolare quella della Corte di Cassazione e precisamente la n. 2598 del 08.01.2019, resa dalla III sezione penale, la quale è tornata ad occuparsi del tema della privacy del privato cittadino.
Nella specie, si è espressa sulla fattispecie di reato di cui all’art. 615-bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata), ai sensi del quale chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione…..(omissis).
Nel precedente grado di giudizio l’imputato era stato condannato, per il reato anzidetto, in quanto aveva indebitamente realizzato filmati e fotografie, di una vicina di casa, mentre la stessa si trovava nuda nella doccia della propria abitazione.
Il Supremo Collegio ha accolto il ricorso, ritenendo non integrata la condotta illecita.
Secondo la giurisprudenza, la norma in esame mira a proteggere la privacy della vita familiare che si svolge nei luoghi considerati intimi, come la propria dimora, o comunque la propria residenza.
La Cassazione si sofferma però sul concetto di “indebitamente”. Per i giudici la norma va necessariamente letta in relazione all’art. 614 c.p.
Seppure la condotta, quindi, di fotografare o riprendere qualcuno, abbia a oggetto i luoghi di abitazione del fotografato, la stessa non sarebbe illecita, ove non avvenga clandestinamente o con inganno.

Ricomprare la propria casa all’asta

Quando la propria casa viene messa all’asta dal Tribunale, sicuramente è perché siamo stati vittime di un pignoramento immobiliare.
In tali situazione, il Tribunale, prima di mettere all’asta un immobile, dispone una perizia tecnica per valutare lo stesso e fissa un prezzo di base a cui le eventuali offerte dovranno attenersi.
Se l’appartamento non verrà venduto al primo tentativo, il giudice fisserà un ulteriore udienza, con ribasso del prezzo del 25%.
Il nostro nel codice di procedura civile stabilisce che: «Ognuno, tranne il debitore, è ammesso a offrire per l’acquisto dell’immobile pignorato personalmente o a mezzo di procuratore legale».
Chi non può partecipare quindi all’asta?
Oltre al debitore, il codice civile elenca una serie di soggetti che non possono partecipare all’asta. Eccoli:
– genitori esercenti la responsabilità genitoriale sui figli rispetto ai beni ed ai diritti del minore;
– tutore e protutore riguardo ai beni e ai diritti del minore;
– amministratori dei beni dello Stato, dei comuni, delle province o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura;
– ufficiali pubblici, rispetto ai beni che sono venduti per loro ministero;
– coloro che per legge o per atto della pubblica autorità amministrano beni altrui, rispetto ai beni medesimi;
– mandatari, rispetto ai beni che sono stati incaricati di vendere.

Danno da perdita di chance

Il danno da perdita di chance, è una figura per molti ancora sconosciuta, mentre è, soprattutto ultimamente, di notevole importanza e andrebbe approfondita per riuscire a tutelare in maniera corretta i propri diritti che sono inviolabili e costituzionalmente garantiti.
Di perdita di chance in ambito sanitario si parla, nella maggior parte dei casi, con riferimenti a pazienti colpiti da patologie neoplastiche (tumorali) tardivamente riconosciute in cui l’omissione o la tardiva diagnosi pregiudica la possibilità di guarire, di curarsi o addirittura di sopravvivere.
Possiamo parlare di due tipi di perdita di chance:
a) perdita di chance di guarigione e cura nei casi in cui una corretta diagnosi, avrebbe determinato, per un certo tempo, un ritardo nel verificarsi dei sintomi invalidanti e quindi un rallentamento della malattia che si sarebbe comunque manifestata.
b) perdita di chance di sopravvivenza nei casi in cui, a seguito di un errore o ritardo nella diagnosi, il paziente danneggiato veda sensibilmente accorciata la propria aspettativa di vita.

Pignoramento immobiliare prima casa

La materia del pignoramento immobiliare è, di base, più complessa rispetto a quelle di ogni altra forma di esecuzione forzata.
La legge mira infatti a garantire da un lato il debitore e dall’altro la trasparenza nei passaggi di proprietà. La normativa è stata poi integrata dal famoso decreto legge cosiddetto “del Fare”, approvato dal Governo Letta, che ha introdotto il cosiddetto divieto di pignoramento della prima casa: un divieto però che opera solo nei confronti dell’agente della riscossione.
Il divieto di pignoramento della prima casa non vale per qualsiasi creditore ma solo per gli agenti della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione ed esattore delle imposte locali cioè Comune e Regione). A questi ultimi si applica dunque la norma che sancisce l’impignorabilità dell’abitazione.
La norma non pone il divieto di pignoramento nei confronti del primo immobile acquistato dal debitore, ma dell’unica casa. In altre parole, il divieto opera solo a condizione che il debitore non sia proprietario di altri immobili.
Quindi all’atto pratico, quando il soggetto rischia il pignoramento della casa da parte dell’agente della riscossione esattoriale? Innanzitutto egli deve avere la proprietà, anche per una minima quota, di un altro immobile (a prescindere dalla sua natura: terreno, fabbricato, box auto, ecc.). Ma ciò non basta. Il pignoramento immobiliare è possibile solo se ricorrono anche queste condizioni: