Controllo il lavoratore dipendente con investigatori: è lecito?

Secondo la Cassazione, il datore di lavoro può far pedinare, con investigatori privati, i dipendenti che si assentano per malattia.

Attenzione quindi al permesso facile. Se qualche dipendente si assenta spesso per malattia, alimentando così i sospetti del datore di lavoro, quest’ultimo può far partire i controlli da parte degli investigatori privati: registrazioni, scatti fotografici e pedinamenti. Lo ha stabilito la Cassazione (Cass. sent. n. 9749/16 del 12.05.2016), confermando l’orientamento che la giurisprudenza ha preso ormai da tempo circa un’interpretazione restrittiva in merito ai permessi e ai giorni di malattia.

La conciliazione nel condominio

Nel condominio possono spesso sorgere dei conflitti. Se tali conflitti non vengono risolti, essi possono dar luogo ad una controversia che quindi verrà valutata ed esaminata da un giudice. Tuttavia, per ciò che concerne le liti condominiali, il legislatore ha imposto alla parte che, ritenendosi pregiudicata, intende rivolgersi al giudice, uno step obbligato: il procedimento di ‘mediazione’. Il mediatore sarà un terzo soggetto, imparziale, il cui compito sarà quello di assistere i litiganti e cercare di dirimere, attraverso il raggiungimento di un accordo amichevole, la controversia sorta tra gli stessi.

Condominio: divieto di animali domestici illegittimo anche se votato all’unanimità

Non si può impedire ai condomini di tenere animali domestici, anche se tale divieto è previsto nel regolamento condominiale approvato all’unanimità.

E’ quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Cagliari, con l’ordinanza del 22 luglio 2016. La vicenda in esame riguardava un condomino che aveva proposto ricorso ex art. 702 c.p.c. affinchè venisse dichiarato nullo e/o annullato e/o comunque dichiarato privo di efficacia, l’art. 7 del regolamento condominiale, che vietava l’accesso nel Condominio agli animali domestici. Si costituiva in giudizio il Condominio, sostenendo la legittimità del divieto stabilito nel regolamento.

Se l’inquilino non va via non si può cambiare la serratura

Non si può cambiare la serratura se l’inquilino non va via.

Al termine dei contratti di locazione, il conduttore deve riconsegnare la cosa al proprietario. Alla consegna ritardata può conseguire un’azione risarcitoria.

Il conduttore di un immobile destinato a civile abitazione può essere soggetto, nel caso di mancata riconsegna nei termini, ad un’azione di sfratto per finita locazione (art. 657 c.p.c.).

Riduzione del canone d’affitto per infiltrazioni

In presenza di infiltrazioni, l’inquilino non può autonomamente ridurre il canone di locazione, ma deve prima rivolgersi al giudice.

Se la casa presa in affitto presenta macchie di umidità, infiltrazioni di acqua, muffa e allagamenti, la soluzione migliore non è certamente quella di diminuire o, peggio, sospendere del tutto il pagamento del canone di locazione. Questa è infatti una forma di autotutela non consentita dalla legge se non quando l’immobile è completamente inservibile e l’inquilino è costretto ad abbandonarlo. Diversamente, se continua a viverci, l’unico modo per ottenere giustizia ed, eventualmente, una diminuzione dell’affitto è rivolgersi al giudice. Solo il magistrato può determinare la misura del danno patita dal conduttore costretto a vivere dentro quattro mura umide ed, eventualmente, stabilire un risarcimento a suo favore. È questo l’indirizzo unanime della giurisprudenza, ribadito di recente dal tribunale di Milano.

Apertura di un asilo in condominio

Si può aprire un asilo in condominio?

Solo il regolamento condominiale può impedire l’apertura di attività commerciali potenzialmente rumorose, ma deve trattarsi di un regolamento approvato all’unanimità.

Si può aprire un asilo nido in un appartamento, ma a condizione che il regolamento condominiale non lo vieti espressamente. Non può trattarsi di un regolamento condominiale qualsiasi, ma deve essere un regolamento approvato all’unanimità. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza recente (Cass. sent. n. 24958/16 del 6.12.2016).

Il pignoramento del TFR

Presupposti, limiti e divieti del pignoramento presso terzi avente ad oggetto il trattamento di fine rapporto

Le somme percepite a titolo di trattamento di fine rapporto possono essere sottoposte a pignoramento nei limiti imposti dall’art. 545 c.p.c. e dall’art. 2 d.p.r. n. 180/50, ossia nella misura autorizzata dal presidente del Tribunale o da un Giudice da questi delegato in caso di crediti di natura alimentare, e nella misura di un quinto per crediti di altra natura e, in particolare, per tributi dovuti a Stato, province e comuni, mentre in caso di concorso simultaneo di cause (crediti alimentari e crediti di altra natura) la procedura può estendersi fino alla metà della buonuscita.

Lo stalking condominiale

Come difendersi dai vicini molesti

Come ben noto, l’articolo 612 bis del Codice Penale definisce il reato di atti persecutori (il cosiddetto “stalking”) quale condotta reiterata di chi minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.