Calcio: si può commettere reato con un fallo?

In buona parte degli sport esistenti, il contatto fisico tra gli atleti è necessario: ma fino a che punto è possibile usare violenza, senza commettere reati?

Esistono molti sport «di contatto» (come il calcio), in cui l’approccio fisico tra i giocatori è inevitabile. Ma qual è il limite della «violenza sportiva»? Il codice penale prevede al suo interno il reato di percosse e quello di lesioni personali: durante un incontro agonistico gli atleti pongono in essere condotte (come tackle fallosi, gomitate) teoricamente idonei a configurare tali delitti. Quando, viceversa, le azioni degli sportivi sono considerate reato?

Ci sono sport in cui l’uso della violenza fisica è espressamente previsto da regolamento. In poche parole, la violenza è l’essenza stessa della disciplina agonistica (si pensi al pugilato, al judo, alla lotta libera). Si parla, a questo proposito, di sport «a violenza necessaria» o «a contatto istituzionalizzato». In questi casi, è il regolamento che consente di porre in essere azioni astrattamente idonee ad integrare i reati di percosse o lesioni personali.