Affitto 3+2 a canone concordato in tutti i Comuni

Non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» si può stipulare un contratto di affitto concordato della durata di 3+2 anni: il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture.

Ci sono grandi novità per i contratti di affitto a canone concordato, quelli cioè di durata 3+2 (tre anni iniziali, più altri due di rinnovo automatico): da oggi potranno essere firmati in qualsiasi città d’Italia e non più solo nei «Comuni ad alta tensione abitativa» come prevedeva la legge del 98. È quanto prevede il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale(n. 62 del 15.03.2017), che aggiorna, dopo 18 anni, le vecchie regole. Nella mini riforma non si prevede solo che i contratti di locazione 3+2 a canone concordato diventano possibili ovunque, ma ci sono regole che toccano anche i contratti di affitto transitori e per studenti.

Riduzione del canone d’affitto per infiltrazioni

In presenza di infiltrazioni, l’inquilino non può autonomamente ridurre il canone di locazione, ma deve prima rivolgersi al giudice.

Se la casa presa in affitto presenta macchie di umidità, infiltrazioni di acqua, muffa e allagamenti, la soluzione migliore non è certamente quella di diminuire o, peggio, sospendere del tutto il pagamento del canone di locazione. Questa è infatti una forma di autotutela non consentita dalla legge se non quando l’immobile è completamente inservibile e l’inquilino è costretto ad abbandonarlo. Diversamente, se continua a viverci, l’unico modo per ottenere giustizia ed, eventualmente, una diminuzione dell’affitto è rivolgersi al giudice. Solo il magistrato può determinare la misura del danno patita dal conduttore costretto a vivere dentro quattro mura umide ed, eventualmente, stabilire un risarcimento a suo favore. È questo l’indirizzo unanime della giurisprudenza, ribadito di recente dal tribunale di Milano.