Come intestare casa a un figlio minorenne?

La donazione ai bambini e ai figli minori di 18 anni è esente da imposte fino a 1 milione di euro e necessita del permesso del giudice tutelare.

Iniziamo col dire che, donare una casa a un figlio minorenne è possibile e soprattutto, oggi, a causa della crescente incertezza delle varie attività commerciali e della vita in generale, è sicuramente conveniente per vari motivi.

tutelare il patrimonio familiare dagli imprevisti di attività;
sottrarre il bene ad eventuali e futuri creditori;
possibile separazione o divorzio.
La prima cosa da tenere in considerazione è che quando si vuol intestare una casa a un figlio di pochi anni l’unico atto che si può compiere è la donazione e non la vendita; il minore, infatti, non ha capacità d’agire.

La seconda cosa di cui prendere nota, se si vuole intestare una casa a un figlio minorenne, è che bisogna sempre prima chiedere l’autorizzazione in tribunale al Giudice Tutelare.

Quale distanza devo rispettare dalla casa del mio vicino?

Ciascun proprietario può godere del proprio spazio, edificarlo e modificarlo, ma non può andare oltre un certo limite perché lederebbe il diritto di godimento degli altri proprietari, in primis del vicino di casa. Il primo limite che non si può superare è quello “fisico” della distanza tra le costruzioni.

La legge detta una serie di regole generali, inderogabili, sulle distanze tra fondi ed edifici confinanti, regole che possono essere integrate e/o modificate dai regolamenti edilizi locali.

Distanze tra nuove costruzioni
La legge prevede che le costruzioni su fondi confinanti che non siano unite tra loro, debbano essere tenute a distanza non inferiore di 3 metri. Ciò non toglie che i regolamenti comunali possano prevedere una distanza superiore ai 3 metri.

Si distinguono due ipotesi.

Se sul fondo confinante non ci sono costruzioni

ln tal caso il proprietario dovrebbe costruire a una distanza dal confine non inferiore a 1,5 metri (o alla metà della distanza tra costruzioni prevista dal regolamento comunale).Tuttavia, può anche costruire sul confine o a una distanza inferiore di quella indicata.

ln tal caso, però, il vicino che successivamente desiderasse a sua volta costruire un edificio potrebbe costruire in aderenza o contro la costruzione del primo proprietario che abbia edificato. 

Se sul fondo confinante ci sono costruzioni

In tal caso, il proprietario deve costruire a una distanza non inferiore a 3 metri (salve diverse distanze previste dai regolamenti comunali) dalla costruzione già esistente.

Posa in opera del pavimento. Appaltatore responsabile anche se poche mattonelle sono difettate.

Lesioni, scheggiature e avvallamenti, riscontrati sulle piastrelle della pavimentazione e causati dell’errata tecnica di posa adoperata, configurano “gravi difetti” ai sensi dell’art. 1669 c.c. e, dunque, comportano la condanna dell’impresa costruttrice al risarcimento dei danni, se i difetti sono tali da compromettere in modo serio il pieno godimento dell’immobile.

Questo è il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15846 del 26 giugno 2017.

A fronte delle richieste risarcitorie dei proprietari, infatti l’impresa costruttrice si era difesa sostenendo che i difetti, pur esistenti, riguardavano un numero esiguo di mattonelle, rispetto al totale delle piastrelle dell’intero appartamento.

Ma per la Suprema Corte il numero di piastrelle difettose non conta: i difetti costruttivi emersi in corso di causa, pur riguardando elementi secondari, sono comunque idonei a pregiudicare la normale utilizzazione dell’opera.

La vicenda in sintesi: Gli acquirenti di un appartamento, rilevata la presenza di crepe ed avvallamenti della pavimentazione, citavano in giudizio l’impresa costruttrice per la condanna al risarcimento dei danni ex art. 1669 c.c., pari alla somma necessaria all’eliminazione dei vizi, oltre che all’importo correlato ai disagi sofferti.

Espletata la CTU, il Tribunale condannava l’impresa a risarcire i danni. La Corte d’Appello confermava la condanna, in considerazione della gravità dei difetti costruttivi riscontrati; difetti imputabili, secondo i giudici, alla tecnica adoperata, difforme da quella indicata in capitolato, alle caratteristiche qualitative delle piastrelle ed alle tensioni insorte nei sottostrati.

Dopo tanto tempo l’abuso edilizio si sana?

Se il reato di abuso edilizio cade in prescrizione, l’ordine di demolizione può essere impartito senza limiti di tempo.

Anche se passano molti anni, infatti, da quando è stato commesso un abuso edilizio, il tempo non lo sana. Non conta neanche il fatto che l’amministrazione sia pienamente consapevole dell’esistenza della costruzione illegittima e che, anche a seguito del sopralluogo, non abbia inizialmente deciso di intervenire.

Lo ha chiarito il Consiglio di Stato in una recente sentenza e precisamente la n. 3210 del 30.06.2017.

Il tempo non sana l’abuso edilizio

Come intestare una casa a un figlio di pochi anni

Donare una casa a un figlio minorenne è sicuramente possibile e, oggi, necessario se si vuol tutelare il patrimonio familiare dagli imprevisti di attività commerciali.

L’unico modo per mantenere la sostanziale disponibilità dell’immobile, senza risultarne intestatari, è la donazione a un familiare stretto.

Donazione e non vendita

La prima cosa da tenere in considerazione è che quando si vuol intestare una casa a un figlio di pochi anni l’unico atto che si può compiere è la donazione. Bocciata quindi la vendita: il minore, infatti, non ha capacità d’agire e non potrebbe acquistare neanche con il consenso del giudice tutelare.

Prima casa e auto non fanno più reddito

Redditometro: non si possono più considerare beni di lusso una casa e un’auto per contribuente visto che ormai li hanno tutti.

Tutti, o quasi tutti i contribuenti dispongono di un tetto sotto cui dormire e di un mezzo di locomozione. Per cui è giusto arrivare alla definitiva presa di coscienza che prima casa e auto non fanno più reddito. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale della Toscana con la sentenza n. 499/2017.

Casa distrutta dal terremoto: chi mi risarcisce?

Purtroppo è un problema di strettissima attualità quello dei danni provocati dal terremoto.

Sbagliando si ritiene comunemente che, nel caso in cui il terremoto distrugga la nostra casa, a risarcirci sarà lo Stato o qualche altro ente preposto per le vittime di calamità naturali. Ma le cose non sono così.

Quando si pensa al terremoto la prima preoccupazione è sempre quella di poter salvare la propria vita e quella dei propri cari da una catastrofe improvvisa.

Casa inagibile: come comportarsi?

Quando si dichiara inagibile una casa e quali conseguenze ha per il proprietario sulle tasse comunali?

Attualmente si verificano sempre più frequentemente calamità naturali ( vedi terremoto, ecc…) oppure situazioni di incuria. Tanto basta per rendere una casa inagibile, cioè non più adeguata ad essere occupata come abitazione abituale. La casa inagibile può provocare dei guai anche di tipo economico.