Ritardo soccorsi: si può denunciare?

Cosa succede se l’ambulanza arriva in ritardo? Posso denunciare?

In questo caso stiamo parlando dell’omissione di soccorso: secondo il codice penale, rischia la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro colui che non presti soccorso oppure non chiami le autorità competenti a farlo davanti a casi di persone che si trovano in evidente stato di bisogno.

La legge, quindi, è molto chiara nel dire che,  chiunque si trovi a dover intervenire, deve immediatamente attivarsi senza indugio, per prestare soccorso. In particolare, il codice dispone tale obbligo in presenza di queste situazioni:

minore degli anni dieci abbandonato o smarrito;
persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia psichica o fisica, per vecchiaia o per altra causa, ugualmente abbandonata o smarrita;
rinvenimento di un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero di una persona ferita o altrimenti in pericolo.

Cos’è la violenza ostetrica?

Da una  indagine sul tema ‘ Le donne e il parto’,  è risultato che una mamma su cinque dice di avere subito qualche forma di violenza ostetrica, fisica o psicologica, alla prima esperienza di maternità.

In cosa consiste la violenza ostetrica?

La violenza ostetrica è il comportamento  posto in essere non solo dal personale ‘ostetrico’, ma riguarda tutto il personale medico e paramedico che ha l’obbligo di prendersi cura della paziente durante il parto. Questa violenza può  avvenire sia con gesti fisici ma anche con offese, umiliazioni, atteggiamenti di leggerezza e di poca sensibilità verso una paziente. Molte donne  hanno infatti  affermato di avere ricevuto battute poco gradevoli, atteggiamenti poco consoni o addirittura trattamenti medici senza il preventivo consenso.

Cosa fare se si subisce violenza ostetrica?

Le partorienti che si trovano  a subire violenza ostetrica da parte del personale medico e paramedico, devono innanzitutto comprendere, che si tratta di un atteggiamento  totalmente ed assolutamente ingiustificabile.