Infiltrazioni di acqua: responsabile l’affittuario o il locatore?

Ad affrontare il problema è stata, di recente, la Cassazione con la sent. n. 11815/16 del 9.06.2017.

Secondo la Corte, in caso di infiltrazioni di acqua, è responsabile sia l’affittuario che il locatore qualora nessuno dei due riesca a dimostrare che la colpa esclusiva è dell’altro. Che significa in termini pratici?

Esempio: Immaginiamo che in un appartamento in condominio, piova acqua dal soffitto.

Il proprietario si rivolge al vicino che abita di sopra per chiedergli di riparare la perdita e pagargli le spese per i danni subiti. Quest’ultimo però è solo l’affittuario e invita il danneggiato a rivolgersi al padrone di casa.

Anche il locatore, però sostiene che la colpa è dell’inquilino, atteso che le infiltrazioni di acqua sono dovute alla caldaia non in perfetto stato di manutenzione, situazione della quale egli non era stato messo al corrente. Dal canto suo l’affittuario lamenta che il locatore ha dotato il proprio immobile di un impianto idraulico difettoso e di non aver eliminato il difetto prima della locazione.

Riduzione del canone d’affitto per infiltrazioni

In presenza di infiltrazioni, l’inquilino non può autonomamente ridurre il canone di locazione, ma deve prima rivolgersi al giudice.

Se la casa presa in affitto presenta macchie di umidità, infiltrazioni di acqua, muffa e allagamenti, la soluzione migliore non è certamente quella di diminuire o, peggio, sospendere del tutto il pagamento del canone di locazione. Questa è infatti una forma di autotutela non consentita dalla legge se non quando l’immobile è completamente inservibile e l’inquilino è costretto ad abbandonarlo. Diversamente, se continua a viverci, l’unico modo per ottenere giustizia ed, eventualmente, una diminuzione dell’affitto è rivolgersi al giudice. Solo il magistrato può determinare la misura del danno patita dal conduttore costretto a vivere dentro quattro mura umide ed, eventualmente, stabilire un risarcimento a suo favore. È questo l’indirizzo unanime della giurisprudenza, ribadito di recente dal tribunale di Milano.