Lavoro: multa per le offese via Facebook

La Cassazione con la sentenza numero 49506/2017,  ha recentemente decretato l’inammissibilità del ricorso di un lavoratore, così confermando la sua condanna a mille euro di multa e al risarcimento del danno

Offendere pubblicamente il proprio datore di lavoro è reato e nulla cambia se le offese sono perpetrate tramite Facebook: chi pone in essere un simile comportamento va punito penalmente.

Le conseguenze di uno sfogo irresponsabile sono ben note a un lavoratore pugliese che, proprio per aver offeso il proprio capo area, tramite il social network, dovrà ora rassegnarsi a pagare una multa di mille euro e a risarcire i danni cagionati dalle sue azioni.

Con la sentenza numero 49506/2017 del 27 ottobre, la Corte di cassazione ha infatti ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal dipendente per sottrarsi a una pena confermata sia in primo che in secondo grado: le censure ad esso sottese, per i giudici, sono manifestamente infondate.