Condominio: per sospendere la fruizione dei servizi comuni basta la morosità per più di sei mesi

È questo l’unico requisito richiesto dal codice civile e l’autorizzazione al distacco può essere domandata al giudice con ricorso ex art. 702-bis c.p.c.

A seguito della riforma del condominio del 2012, l’articolo 63 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile dà all’amministratore il potere di sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre.

Proprio facendo applicazione di tale norma, il Tribunale di Treviso, con ordinanza del 12 luglio 2017 (qui sotto allegata), ha autorizzato un amministratore di condominio a sospendere la fruizione, da parte di una condomina in ritardo di due anni con i pagamenti degli oneri condominiali, dei servizi comuni di riscaldamento, raffrescamento e fornitura d’acqua calda sanitaria.

Condomino moroso ed esecuzione forzata

Se il condomino fa opposizione al pignoramento dimostrando di possedere meno millesimi di quelli che gli sono stati attribuiti dal creditore, il precetto avrà efficacia solo per l’importo corrispondente alla sua effettiva quota millesimale.

“L’esecuzione nei confronti di un singolo condomino, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti del condominio, per le obbligazioni di fonte negoziale contratte dall’amministratore, può avere legittimamente luogo esclusivamente nei limiti della quota millesimale del singolo condomino esecutato che il creditore può limitarsi ad allegare”. Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza depositata il 29 settembre 2017 n. 22856 in merito all’opposizione a precetto.

La questione. La vicenda in esame trae origine dall’opposizione (ai sensi dell’art. 615 co.1 c.p.c.) presentata dai condomini Tizio, Caio e Sempronio avverso l’atto di precetto di pagamento della somma di quasi 16 mila euro intimato dalla Società Beta sulla base dii un titolo esecutivo giudiziale (decreto ingiuntivo) formatosi nei confronti del Condominio. In primo e in secondo grado, l’opposizione è stata accolta.