Pignoramento immobiliare prima casa

La materia del pignoramento immobiliare è, di base, più complessa rispetto a quelle di ogni altra forma di esecuzione forzata.
La legge mira infatti a garantire da un lato il debitore e dall’altro la trasparenza nei passaggi di proprietà. La normativa è stata poi integrata dal famoso decreto legge cosiddetto “del Fare”, approvato dal Governo Letta, che ha introdotto il cosiddetto divieto di pignoramento della prima casa: un divieto però che opera solo nei confronti dell’agente della riscossione.
Il divieto di pignoramento della prima casa non vale per qualsiasi creditore ma solo per gli agenti della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione ed esattore delle imposte locali cioè Comune e Regione). A questi ultimi si applica dunque la norma che sancisce l’impignorabilità dell’abitazione.
La norma non pone il divieto di pignoramento nei confronti del primo immobile acquistato dal debitore, ma dell’unica casa. In altre parole, il divieto opera solo a condizione che il debitore non sia proprietario di altri immobili.
Quindi all’atto pratico, quando il soggetto rischia il pignoramento della casa da parte dell’agente della riscossione esattoriale? Innanzitutto egli deve avere la proprietà, anche per una minima quota, di un altro immobile (a prescindere dalla sua natura: terreno, fabbricato, box auto, ecc.). Ma ciò non basta. Il pignoramento immobiliare è possibile solo se ricorrono anche queste condizioni:

È pignorabile la prima casa?

La prima casa si può pignorare! E questo vale a prescindere da chi sia il creditore: una banca, il fisco, Equitalia o qualsiasi altro Agente per la Riscossione esattoriale, l’Agenzia delle Entrate, l’ex moglie che non ha ricevuto il mantenimento, ecc. Tutti questi soggetti possono pignorare la prima casa del debitore. L’immobile è quindi aggredibile dai creditori. Non si può pignorare la prima casa solo quando questa è anche l’unica.

Esistono, comunque, una serie di limiti e di casi in cui la casa non è pignorabile.