Affitti: basta una sola rata non pagata per lo sfratto

Lo sfratto dell’inquilino può avvenire anche a seguito del mancato pagamento di una sola rata del canone pattuito, poiché si tratta di un’omissione che deve essere considerata come grave inadempimento.

Con la sentenza numero 355/2017, il Tribunale di Genova ha evidenziato l’articolo 5 della legge numero 392/1978 in materia di locazioni di immobili ad uso abitativo, ricordando che lo stesso prevede un criterio in forza del quale l’inadempimento dell’obbligazione del conduttore di pagare il canone di affitto, soggiace a una predeterminazione legale di gravità che non lascia al giudice del merito la possibilità di svolgere accertamenti ulteriori e concreti. In parole povere, la valutazione della gravità dell’inadempimento del conduttore e della sua importanza avuto riguardo all’interesse del locatore, è ancorata a parametri predeterminati dalla legge e non è rimessa all’apprezzamento discrezionale del giudicante.

Se l’inquilino non va via non si può cambiare la serratura

Non si può cambiare la serratura se l’inquilino non va via.

Al termine dei contratti di locazione, il conduttore deve riconsegnare la cosa al proprietario. Alla consegna ritardata può conseguire un’azione risarcitoria.

Il conduttore di un immobile destinato a civile abitazione può essere soggetto, nel caso di mancata riconsegna nei termini, ad un’azione di sfratto per finita locazione (art. 657 c.p.c.).